Vuoi migliorare il tuo tennis… allenati con il muro!

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Prendendo spunto da uno stage tenuto nel 2016, il Maestro Nazionale Andrea Nociti ci spiega l’importanza del muro a tutti i livelli.

Il “muro” ottimo compagno/sparring, maestro famoso che ha insegnato a tutti, è in questo periodo, visto il protrarsi della pandemia, un ottimo mezzo di allenamento.

Renè Lacoste cominciò da ragazzino, come tanti, a palleggiare in uno speciale muro che si fece costruire nel giardino di casa, con una forma leggermente concava e convessa per rendere imprevedibili le traiettorie della palla. Si racconta che ci giocasse talmente tanto che fosse necessario intonacarlo ogni mese.

Altro esempio è Bjorn Borg che pare giocasse contro un muro di pietra per affinare i propri riflessi. O anche a Novak Djokovic che fino al 1998 ha avuto come avversario un muro (sotto le bombe nel pieno della Guerra dei Balcani).

Impressionante immagine di Novak Djokovic che osserva il suo muro del palleggio forato dai proiettili della Guerra dei Balcani.

Murray nel palleggio al muro come riabilitazione dopo l’intervento all’anca. Flavia Pennetta che nel suo libro dice: “ho passato interi pomeriggi dietro casa, io, la racchetta, la pallina e il Muro”. Jannik Sinner che si allenava contro il muro di casa con racchetta e pallina con esercizi di precisione per provare ad accendere e spegnere la luce. Per ultimo le dichiarazioni (una settimana fa) di un certo Roger Federer “Allenarsi a casa è importante, ancora contro il muro come ai vecchi tempi” (in età giovanile passava ore e ore contro il muro).

Allenarsi al muro si sviluppano e si migliorano diverse abilità tecniche/tattiche (controllo, sensibilità, regolarità, velocità) qualità fisico-motorie (resistenza, capacità di differenziazione), coordinazione occhio-mano, il gioco di gambe, la risposta visiva, la capacità di anticipazione e reazione.
Il giocatore che si allena con il muro può arrivare a colpire più palle in soli 15 minuti che durante un intero match, perché giocando al muro si colpiscono il doppio di palline (molto importante per un discorso tecnico e fisico) e volendo anche a una velocità doppia rispetto a quella normale di gioco (tira forte, ti torna forte).

Quando ritornerete sul campo da tennis noterete i miglioramenti. Vi sembrerà di avere più tempo a disposizione per colpire, quasi come se la palla andasse più lenta. Diritto o rovescio, servizio o smash, volee di diritto e rovescio, stance da adottare in base ai colpi, lavoro sui caricamenti dei colpi, combinazione di colpi e/o di rotazioni. Giocando contro un muro si è liberi di sbagliare. Il tennista deve essere programmato per sbagliare e riprovare. Questo è fondamentale per migliorare. Mentre in partita si giocano quasi sempre solo i colpi più sicuri, contro il muro si può provare e riprovare nuove soluzioni. Tanto alla fine vincerà sempre e solo lui!

Come dice il grande maestro Nik Bollettieri: “Amo gli allievi che colpiscono contro il muro. Perché? Perché il muro può darti abilità tennistiche che non possono darti gli allenatori e gli avversari. In un tennis sempre più veloce, i giocatori devono avere colpi solidi da effettuare in modo rapido.”

Insomma il muro può migliorare notevolmente le capacità di un tennista a tutti i livelli.

Andrea Nociti
Ex giocatore di seconda categoria, maestro nazionale della Federazione Italiana Tennis, maestro Professional Iptpr estess Italy, maestro collaboratore del Piatti Tennis Team, Istruttore Coni, Dirigente sportivo Coni di 1 e 2 grado, attualmente insegna All’Associazione tennis Borgotrebbia di Piacenza curando il settore agonistico.
Ha lavorato nella veste di direttore tecnico al Circolo tennis Pro Parma di Parma, e come maestro del settore agonistico (progetto Baldesio Piatti Tennis Team) al circolo Canottieri Baldesio di Cremona

1 commento

  1. 💗💗💗🏋️🏋️🏋️🏋️innamorarsi ancora di più ogni giorno provando sul muro ogni tipo di colpo ..il tennis vita salute gioia e unico il muro un grande e sincero maestro .. forzzaaaaaa 🏋️🏋️🏋️🏋️🏋️🏋️😍😍😍

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